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Istituto Tecnico Commerciale G.Ginanni di Ravenna (RA)
ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE
"G.GINANNI"
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ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE
"G.GINANNI"
1940 - 1945. La guerra a scuola

INDICE

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Quale scuola apriva le porte di questo nuovo edificio, cosa era diventato l’Istituto tecnico “Ginanni” nel suo evolversi, dopo tanti anni di laboratori e lezioni, e tanti alunni che erano passati tra i suoi banchi [fig.8 ,fig. 9]? Il numero di nuovi iscritti nell’anno scolastico 1940 – 41 era lo stesso del 1915, ovvero sessantadue alunni: nonostante ci fosse stato un aumento generale della popolazione studentesca e dei livelli di alfabetizzazione, l’Istituto tecnico risentiva senz’altro della “perdita” dell’indirizzo fisico-matematico e dell’istituzione del Liceo scientifico. La guerra italiana era cominciata da poco, promossa dal fascismo come grande occasione di riscatto nazionale e di affermazione militare. Di nuovo, come era successo venticinque anni prima, sarebbero usciti dalle scuole superiori molti giovani soldati chiamati a partecipare a un conflitto di portata mondiale. Nella seduta del consiglio dei professori, il 5 novembre 1941 («anno diciannovesimo dell’Era Fascista»), mentre il professor Michele Vincieri veniva nominato bibliotecario, il preside Salvatore La Bella richiedeva fortemente che vi fosse «una decisa volontà e concordia di tutti gli Insegnanti per facilitare il raggiungimento della vittoria comune»[1]; in un momento tanto delicato ed importante per le sorti della patria, tutti i docenti venivano invitati a «intensificare il loro lavoro, specialmente quello educativo e spirituale delle giovani generazioni»[2]. Non diverso il monito espresso durante il consiglio dei professori dell’anno successivo, il 22 ottobre 1942, ove il preside raccomandava «con molto calore» tutti gli insegnanti perché facessero propaganda politica a favore della guerra, «con dedizione intensa, totalitaria, e appassionata»[3]. Procedeva intanto la vita quotidiana e scolastica, mentre la guerra infuriava su fronti lontani. Nelle “Giornate della tecnica” del febbraio 1942 gli studenti del “Ginanni” poterono esporre pubblicamente i propri lavori e l’attività dei laboratori scolastici, da sempre fiore all’occhiello dell’Istituto: attivi a questa data quello di Fisica e Chimica, il gabinetto di Costruzioni e di Topografia, il laboratorio di Scienze naturali, nonché quello di Legatoria ed Aeromodellismo. Molto impegnati, studenti e insegnanti, affinché tali manifestazioni raggiungessero il massimo successo e i migliori risultati. Tra le novità della vita scolastica, c’era l’introduzione fin dal primo anno di corso dell’insegnamento obbligatorio della lingua tedesca, materia nuova che metteva gli alunni in forte difficoltà, come i professori ebbero modo di segnalare. A queste date, l’argomento principale puntualizzato dalle riunioni era il rispetto del regolamento interno, che al preside stava molto a cuore: era importante infatti che gli alunni fossero accompagnati in aula prima delle lezioni e all’uscita, e che gli venisse proibito di fumare nei corridoi durante l’intervallo; le classi di ragazze dovevano essere rigorosamente separate dalle altre e non dovevano esserci occasioni di incontro tra maschi e femmine durante l’orario scolastico. A tal fine, le ragazze dovevano attendere nella loro aula che tutti gli alunni maschi fossero usciti da scuola, prima di recarsi a loro volta all’uscita, accompagnate dai docenti. Nell’autunno del 1943, come è facile supporre, tutto era drasticamente cambiato. La guerra prima lontana si avvicinava all’improvviso, il ventennale regime fascista era vacillato pericolosamente, l’Italia era ormai territorio di occupazione militare e di guerra civile. Si preparavano i mesi più duri del conflitto, che Ravenna avrebbe vissuto con tragica intensità. Il preside La Bella, nella seduta dell’8 novembre, dava ormai ben diverse disposizioni:

 

«Il signor Preside, in considerazione delle specialissime condizioni di questo tempo, dispone, prima di tutto, che in caso di solo allarme aereo gli alunni possano essere lasciati in libertà; coloro che chiedessero di rifugiarsi saranno condotti nei locali appositi a piano terreno. Se si verificasse anche bombardamento tutti devono essere raccolti nei sotterranei con massima precisione nello sfollamento delle aule»[4].

 

I professori avevano ora l’urgenza di sapere come comportarsi, anche nei confronti di quegli alunni che si erano allontanati da Ravenna a causa delle incursioni aeree, o di coloro che vivendo nei borghi faticavano ormai a raggiungere regolarmente la città, a causa dello stato di guerra e dei disagi nelle comunicazioni. Il 30 dicembre del 1943 un primo bombardamento aveva colpito Ravenna, la guerra iniziava ad incidere pesantemente sulla vita civile, a lasciare segni profondi e tragici nella città. Bisognava sapere organizzare lo sfollamento dell’edificio, accettare che gli alunni non arrivassero a scuola in orario, sapersi comportare in caso di allarme e di bombardamento; e poi, a fine anno, predisporre esami appositi per gli alunni sfollati, corsi di recupero per coloro che avevano perso molte settimane di lezione. Faticosamente si tentava di continuare la vita scolastica, pur traballando tra le crescenti difficoltà della guerra. Ma nell’autunno del 1944 la scuola di via Salara non sarebbe stata in grado di riaprire le porte.

 

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[1] Archivio di Stato di Ravenna, Archivio Storico Istituto «G. Ginanni», Verbali consiglio professori; Seduta 5 novembre 1941, anno XIX.

[2] Ibidem.

[3] Archivio di Stato di Ravenna, Archivio Storico Istituto «G. Ginanni», Verbali consiglio professori; Seduta 22 ottobre 1942, anno XX.

[4] Archivio di Stato di Ravenna, Archivio Storico Istituto «G. Ginanni», Verbali consiglio professori; Seduta 8 novembre 1943.


Categoria: L'istitutoData di pubblicazione: 06/07/2017
Sottocategoria: La storia dell'IstitutoData ultima modifica: 06/07/2017 12:35:57
Permalink: 1940 - 1945. La guerra a scuolaTag: 1940 - 1945. La guerra a scuola
Inserita da Simone MaresiVisualizzazioni: 513

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